Maria Menguzzato, anima di luce

Maria Menguzzato, anima di luce

21 dicembre 2024 – 21 dicembre 2025Un anno è già passato da quando la sua luce – come una meteora – ne ha lasciato i nostri occhi privi… ma i ricordi restano tra le pareti e nei cuori di chi l’ha conosciuta Stiamo parlando di Maria Menguzzato, un’anima di luce, arrivata al “Depero” nel febbraio del 1989 – solo 2 anni dopo la nascita della scuola – inizialmente con il laboratorio di fotoincisione ed in seguito come docente in discipline pittoriche. Maria si definiva una figlia delle stelle e nell’aspetto conservava la purezza e la voglia di condivisione di una figlia dei fiori, gioiosa e sorridente, dolce e combattiva, profonda e solare. Ha lasciato un segno nei suoi studenti, ma anche nei colleghi e nelle colleghe, negli amici e nelle amiche, che alcuni erano diventati, ed in qualche modo in chiunque abbia anche solo sfiorato la sua scia. È stata docente, madre, moglie, guerriera, sorella, figlia, amica, sindacalista, artista… ma le parole non bastano a definirla… “Ti sei chiamata “Figlia delle stelle”, sicuramente un po’ marziana lo sei,  con il terzo occhio e anche diverse antenne, ma quante cose mi hai mostrato! A non avere paura di niente… […] sei stata una guida, un esempio, una paladina della giustizia, una stella luminosissima” scrive Michela, “SuperMengu” per Roberto, “luce, sensibilità e passione” per Paola, “un’amica complice, pazza, semplice, trasparente, guerriera, fedele, sincera, onesta e originale, un miracolo” per Susanna, un ”raggio di sole, libera come l’aria, energica come il fuoco, pura come l’acqua” per Irene, “energia e gioia” per Cristina, “esempio di forza e luce” per Patrizia D., “Amore” per L., “l’importanza del prendersi cura di sé” per Chiara, “un faro di luce ed una pioniera di imprese straordinarie” per Chiara P., immaginata da Margherita “sorridente e felice, rilassata fra le bolle di una spa”, “un ricordo sempre vivo dei tanti momenti passati insieme” per M.T.; “energia che vive nei ricordi” per E.,  il suo sorriso, la sua attenzione e la sua dedizione rimarranno sempre nel cuore di Maurizio. “Una docente attenta e appassionata – la descrive la Dirigente  – capace di guardare a studentesse e studenti non solo con gli occhi ma anche con il cuore, per cogliere quel particolare che li rende unici” . Luisa e Silvana ricordano con affetto e nostalgia i tanti anni trascorsi assieme a Maria a scuola, sempre impegnata in progetti e lavori che ha portato avanti con determinazione e grande passione e sottolineano come le parole scritte da Maria per ricordare Rosalba possano valere anche per lei  “ Come traccia, passaggio, memoria./ Un’onda si muove dal basso verso l’alto e la traccia diventa superficie, textures, storia./ Il racconto della vita su questo pianeta./ Plasmare la creta, creare una forma, ricordare Rosalba, il suo calore, la gioia, la vita./ Il sottile equilibrio tra cielo e terra. Le energie che si muovono sono in espansione, e ancora niente ha una forma definita. Il mistero del fuoco, dell’acqua, della terra, dell’aria, la Luce, la vita” “La passione con la quale insegnava e l’umiltà nel confrontarsi e condividere ma ancora di più la sacralità con la quale esprimeva il suo modo di stare al mondo; fra riti e magie procedeva e cantava il suo inno alla vita” nel ricordo di Renata. “Le tante letture ed esperienze condivise, le affinità e le connessioni, ogni volta che aprirò Luce il mio pensiero andrà a lei e al suo modo di essere autentica, al suo farsi dono per chi le stava accanto” sottolinea Serena.  “Ci accoglieva sempre con il suo sorriso, pronta a raccontarci nuove storie e ad insegnarci tecniche di pittura che sembravano piccoli mondi da scoprire” racconta Monika; “la nostra amata professoressa con gentilezza ed energia ci ha insegnato a vedere il mondo con occhi pieni di colore e a credere nelle nostre capacità. Grazie alla nostra “MenguMengu” per ciò che ha lasciato in noi studenti” aggiunge Luisa. “Cara prof. Maria, ti ringrazio per tutti gli insegnamenti che ho ricevuto da te. Anche quando avevo tantissimi pensieri, mi hai capito e mi sei sempre stata vicino.” aggiunge Rossen. Per Nicoletta, Maria era “il dito nella piaga, per tirare fuori la verità ma anche per far uscire le capacità come una bacchetta magica” […] ed aggiunge  “Nulla finisce tutto continua e quando ti incontrerò nuovamente sarà una gioia immensa”. Ognuno porta con sé la memoria della donna che è stata e l’esempio di un’anima innamorata della famiglia e della scuola, della vita e della bellezza, dell’arte e della poesia. Grazie Maria. In ricordo di Maria Menguzzato Un anno è già passato da quando la sua luce – come una meteora – ne ha lasciato i nostri occhi privi… ma i ricordi restano tra le pareti e nei cuori di chi l’ha conosciuta… Cara Maria, che fortuna averti come amica! Ti sei chiamata “Figlia delle stelle”, sicuramente un po’ marziana lo sei,  con il terzo occhio e anche diverse antenne, ma quante cose mi hai mostrato!A non avere paura di niente, sei sempre stata una Paladina della giustizia, anche di fronte a persone che ti potevano schiacciare e mettere “i pali fra le gambe” non hai mai esitato a dire ciò che pensavi, soprattutto se c’era qualcuno da difendere, che aveva paura di parlare, tu, ti facevi carico, ti esponevi per quelle persone….Mi hai mostrato come credere nei sogni, a non scoraggiarmi di fronte a fallimenti, ma a continuare a lottare per avvicinarmi sempre di più a quel desiderio, perché forse è più importante la strada con tutte le sue meraviglie da scoprire che il risultato finale.Sei stata una guida, mostrandomi come sentire e coltivare la propria spiritualità. Hai vissuto una vita immersa nella magia, esplorando porte che per la maggior parte di noi comuni mortali rimangono chiuse, spinta dalla tua inarrestabile curiosità di esploratrice.Sei stata un esempio anche come insegnante,  hai voluto bene ai tuoi ragazzi e sei riuscita a guidarli trasmettendo loro la voglia di sperimentare e di esprimersi con passione.Ora ti immagino come un arcangelo, con una grande…

CASA NATALE ANTONIO ROSMINI

CASA NATALE ANTONIO ROSMINI

Loghi Antonio Rosmini Classe 4B Il legame tra Rosmini e Rovereto è profondo, non solo per essere la sua città natale, ma anche per la presenza della Casa Rosmini, situata nel centro storico della città. Questo edificio, oggi sede di un museo e centro culturale, è stato la casa natale del filosofo e conserva numerosi oggetti personali, scritti, manoscritti e una ricca biblioteca. La Casa Rosmini non è solo un luogo della memoria, ma anche un centro di studio e approfondimento sul pensiero rosminiano. Vi si tengono conferenze, mostre temporanee e incontri culturali che mantengono vivo il dialogo tra il passato e il presente, tra la riflessione filosofica e le sfide contemporanee. Visitare la Casa Rosmini significa immergersi nella vita e nel pensiero di un uomo che ha dedicato la propria esistenza alla ricerca della verità, al servizio della Chiesa e all’impegno per una società più giusta e spiritualmente consapevole. Nel solco del legame tra cultura, educazione e territorio, la Casa Rosmini di Rovereto è recentemente diventata protagonista di un interessante progetto didattico e creativo, promosso in collaborazione con il Liceo Artistico Fortunato Depero. Gli studenti della classe 4B, indirizzo grafico, sono stati coinvolti in un percorso di studio e reinterpretazione dell’identità visiva della Casa Rosmini, con l’obiettivo di progettare una nuova proposta di logo. Il progetto ha unito storia, ricerca e creatività. Dopo una visita guidata alla Casa Rosmini e un’attenta analisi della figura del filosofo, gli studenti hanno esplorato i valori che essa rappresenta: spiritualità, conoscenza, dialogo, impegno civile. A partire da questi concetti, ogni alunno ha elaborato una propria proposta grafica, dando forma visiva a un’identità che fosse al tempo stesso moderna e rispettosa del significato storico e culturale del luogo. I loghi proposti sono il frutto di un lavoro collettivo e multidisciplinare, che ha unito competenze artistiche, tecniche di design e riflessione concettuale. Ciascun elaborato racconta un punto di vista diverso sul pensiero rosminiano: alcuni si ispirano all’architettura della casa, altri all’idea di luce e verità, altri ancora alle opere filosofiche e alla figura del fondatore dell’Istituto della Carità. Logo Casa Natale Antonio Rosmini Logo selezionato Alessandra Porru  Proposte Loghi

ERASMUS MONACO

ERASMUS MONACO

Erasmus Monaco Classe 4B I ragazzi della classe 4B del Liceo Fortunato Depero di Rovereto (TN) sono stati accolti dalla città di Monaco con un bellissimo cielo azzurro.Dopo aver posato le valigie in ostello, gli alunni si sono recati a Karlsplatz dove hanno potuto ammirare le architetture neoclassiche e neobarocche. Passando per Kreuzviertel sono arrivati alla Frauenkirche, dove hanno invece ascoltato la leggenda dietro alla sua costruzione.Alle 17 si sono riuniti a Marienplatz ammirando e ascoltando la magica coreografia dell’antico carillon. Quando il motivetto è terminato, gli studenti hanno potuto apprezzare gli interni della Asamkirche, una chiesa in pieno stile barocco. Nella St Jakobs Platz, invece, i ragazzi erano circondati da antiche e moderne architetture urbane.Gli studenti sono andati a visitare la “Städtische Fachoberschule für Gestaltung”, scuola d’arte tedesca e sono partiti per il famoso Olympic Village che ospitò i giochi olimpici nel 1972, attraversando Olympiapark. Fuori dalle ex- piscine olimpiche, i Deperiani hanno registrato con lo smartphone diversi suoni senza saperne precisamente il motivo. Nel ritorno hanno potuto apprezzare il museo della BMW, macchina tedesca per eccellenza e, dopo un gustoso kebab, sono tornati a scuola, dove hanno approfondito i suoni registrati trasformandoli in disegni. La mattina dopo, carichi e volenterosi di creare, impugnando forbici e colla, gli alunni hanno concluso il lavoro sui suoni creando un collage sfarzoso con dei pattern e delle forme geometriche.Con le mani ancora appiccicose, il vaso con quindici girasoli di Van Gogh sorride ai ragazzi che, con una guida affabile e coinvolgente, hanno scoperto le meraviglie dell’Alte Pinakothek. Esausti dalla lunga giornata, hanno fatto una pausa ai giardini inglesi, emblema popolare di Monaco. Alla magica Kunsthalle, i deperiani hanno ammirato le opere della corrente artistica Jugendstil che spaziavano tra vasi, quadri, gioielli, utensili per la casa, tazze, piatti, arazzi, mobili ecc., uscendone con nuove idee e ispirazioni. Nel pomeriggio, con il professor Giuliani, hanno svolto il cosiddetto “Progetto X”, che consisteva nel disegnare la mappa di Monaco a memoria per poi progettare un’installazione utile alla città. La mattina si apre con un corso di scultura del legno: un gruppo di ragazzi, armati di martello e scalpello, hanno creato un porta nicchie che poi è stato tagliato a seconda della forma desiderata dal professore della scuola tedesca mentre l’altro gruppo ha creato dei gioielli con il fil di ferro, scambiandosi i laboratori nel pomeriggio. Dopo un commovente momento di saluti fra professori, alunni tedeschi e studenti della 4B, la classe si è recata a visitare una mostra al Brandhorst, un museo di arte contemporanea con una facciata scandita da inferriate colorate. Nel pomeriggio, invece, alla Pinakothek der Moderne, la mostra su mobili, soprammobili, moto e macchine d’epoca e una su Paola Share ha affascinato gli alunni, tanto da spingere molti a fare più giri. L’ultimo giorno, una mostra audiovisiva ha stranito positivamente i ragazzi che, alla Haus Der Kunst, hanno potuto scoprire l’esistenza di tanti tipi diversi di arte visiva. Alcuni elementi della settimana di Erasmus I musei visitati

La natura al centro

La natura al centro

La natura al centro Animali in estinzione Come foglie mosse “La mia idea è di dichiarare che l’arte è l’unica possibilità di evoluzione, l’unica possibilità dicambiare la situazione nel mondo. Ma poi è necessario allargare l’idea dell’arte per includere tutta la creatività. E se lo si fa, ne consegue logicamente che ogni essere vivente è un artista – un artista nel senso che può sviluppare le proprie capacità. E quindi è necessario inizialmente che la società si preoccupi del sistema educativo, che sia garantita l’uguaglianza di opportunità per l’autorealizzazione.”Joseph Beuys Come foglie mosse, il titolo del progetto in collaborazione tra Arte Sella, La Coccinella ed il Liceo delle Arti di Trento e Rovereto con l’obiettivo di fare dell’arte e della cultura, in armonia con il contesto naturale e i luoghi che abitiamo, una forza generativa per lo sviluppo di azioni educative in linea con un’idea di natura come condizione costitutiva della qualità del nostro modo di pensare, di sentire, di vivere. Partendo dall’idea che il futuro ha bisogno di persone competenti e creative per garantire ilrispetto, la cura e la sostenibilità del pianeta, Arte Sella Education propone laboratori, percorsi educativi e workshop pensati per costruire conoscenza dei luoghi e della natura e favorire nelle giovani generazioni e in chi le accompagna lo sviluppo di un sentimento di appartenenza, di rispetto e di responsabilità nei confronti del mondo naturale, per costruire insieme un laboratorio di sperimentazione tra arte contemporanea, natura e scuola. ll programma, chiamato Come foglie mosse, vuole supportare le nuove generazioni, portatrici di una grande forza generatrice che, se ben guidate, sono capaci di danzare, vibrare ed esprimersi, così come le foglie mosse dal vento. La 1° fase svoltasi nei mesi di ottobre e novembre 2023 ha coinvolto le classi 2°A e 2°B del Liceo Depero in attività di laboratorio durante le quali un operatore di Arte Sella Education, in collaborazione con la prof.ssa Chiara Pino, referente del progetto, ha incontrato in modalità online i ragazzi, per un percorso condiviso dedicato all’arte contemporanea in ambito pubblico, per coinvolgere i ragazzi sulla realtà degli ANIMALI IN VIA DI ESTINZIONE, così attiva su territorio Nazionale. Il progetto ha visto il coinvolgimento dei laboratori come design e grafica, così come le discipline plastiche e pittoriche, storia dell’arte, italiano e geostoria in un’ottica interdisciplinare grazie alla collaborazione dei e delle docenti: Fabiana Caione, Deborah Lot, Matteo Manfrini, Maria Menguzzato, Milena Pedrollo, Valentina Puglisi, Marina Rosset, Mary Saccardo, Renzo Saffi, Manuela Salvi e Paola Susta. Dopo aver creato gli animali e le tavole afferenti al progetto si è provveduto entro la fine del mese di gennaio 2024 ad installare le opere lungo le vie del centro di Rovereto.La seconda fase del progetto, svoltasi tra metà aprile e inizio maggio, ha previsto un’uscita didattica per un’intera giornata ad Artesella in Valsugana con una visita alle installazioni artistiche del Giardino di Villa Strobele e all’Area di Malga Costa.L’uscita ha coinvolto anche il Dipartimento di Scienze Motorie – con Matteo Lazzizzera e Sabrina Consolati – che, nell’ambito dell’iniziativa e in riferimento al progetto “Scuola e Montagna”, ha organizzato un trekking in loco a partire da Villa Strobele e fino a Malga Costa. La fase operativa del progetto si è conclusa il 2 maggio 2024 con l’uscita sul territorio delle classi 2°A e 2°B.Questa iniziativa ha creato un ponte con il triennio del Depero, che con Il progetto di comunicazione visiva “Animali in via di estinzione” – curato dalle docenti di discipline grafiche M. Eletta Baroni, di fotografia Ilaria Piazza, di type Susanna Villanova – ha affrontato il tema di alcune specie a rischio di scomparsa a causa dell’attività antropica. Ogni studente ha creato un poster, partendo da una ricerca su un animale specifico, individuando le cause che lo stanno portando all’estinzione e raccontandole attraverso il proprio lavoro. Questi poster, che fanno parte di una campagna di comunicazione sociale, sono stati esposti il 13 e 14 di settembre 2024 durante Rovereto & Comics al parco delle sculture del Mart, insieme ad altri manufatti e sculture sul medesimo tema.L’obiettivo principale è stato sensibilizzare e promuovere la consapevolezza riguardo a questi animali che stanno progressivamente avvicinandosi a una fine inevitabile. Conoscere questa realtà ci fa capire che, come società, dobbiamo cambiare le nostre abitudini per salvaguardare gli animali e il futuro nostro e del pianeta.”

Parole che fanno rumore

Parole che fanno rumore

Parole che fanno rumore Al Depero tra i banchi della 1°D “Parole che fanno rumore” è il titolo del premio artistico-letterario “Giuseppe Melchionna”, organizzato dall’ Associazione Prodigio e giunto all’ottava edizione. Un premio, nato per sensibilizzare all’impegno contro ogni forma di discriminazione e violenza, cui ha partecipato la classe 1°D del liceo artistico “Fortunaro Depero”. La premiazione, che si svolgerà il 7 giugno 2024 a Trento alle ore 16, vedrà protagonisti nella Sezione narrativa Talento under 18 le studentesse Viola Beaco e Natalie Civettini ex aequo, e per la Sezione ragazzi l’intero gruppo classe. Inoltre una terza alunna, Alice Bertotti, è stata selezionata tra le finaliste Talento under 18. Gli studenti vincitori riceveranno in premio un buono valido per l’acquisto di libri e i dieci migliori racconti, poesie e fotografie verranno inseriti in un’antologia a cura dell’Associazione PRODIGIO ODV, che verrà regalata ai vincitori e ai finalisti presenti alla premiazione.Ha contribuito a questo felice risultato il percorso di narratologia, curato dal prof. Alessandro Contino, a cui la classe ha partecipato con impegno ed interesse. “Basta poco per cambiare le cose, talvolta anche solo una parola. Al silenzio di una violenza e di un’ingiustizia, il linguaggio rappresenta il modo più umano di scuotere il mondo, facendo “rumore” dove prima non c’era. Come un ponte tra il niente e il tutto, la parola è così in grado di tradursi in denuncia e azione, rendendo “realtà” ciò che prima era invisibile”. Con questo spirito l’associazione PRODIGIO, fondata da Giuseppe Melchionna – che, morto nel 2016, ha lottato tutta la vita contro barriere culturali e architettoniche – ha cercato di dare voce a chi non ne aveva ed ha coinvolto in ciò chi vuole continuare a “fare rumore” per sé e per gli altri, per costruire una società equa e inclusiva, in cui dal silenzio possa germogliare sempre una parola e una speranza.La classe 1°D ha raccolto il testimone di Melchionna e continua a “fare rumore”. LINK

Illustrare la coesistenza

Illustrare la coesistenza

Illustrare la coesistenza Riscoprire il rapporto con il nostro patrimonio naturalistico Il legame tra l’uomo e la fauna selvatica è un tema ampiamente discusso, sia a livello locale che globale, poiché la popolazione umana aumenta rapidamente e il mondo naturale si fonde sempre più con quello antropico, con tutte le problematiche che ne conseguono. Da un lato biologi ed esperti di conservazione cercano soluzioni per favorire una maggiore coesistenza e sopravvivenza delle specie selvatiche, mentre dall’altro i media e l’opinione pubblica cercano risposte per affrontare le paure e i divari generazionali. Stiamo vivendo, infatti, un periodo di forti cambiamenti sociali e mediatici: questa nuova generazione vive la contraddizione di essere attenta all’ambiente e ai danni causati dall’uomo, ma allo stesso tempo di vivere un distacco dall’ambiente stesso. Si frequentano meno la montagna, i boschi e gli ambienti alpestri rispetto ad un tempo; nella maggior parte dei casi le valli e i lavori agro-boschivi sono stati abbandonati da generazioni e non vengono quindi ricordati o tramandati dalle famiglie. Trattare la tematica della coesistenza a scuola, quindi, è molto importante e stimolante per gli studenti, al fine di ritrovare un contatto reale con il patrimonio naturalistico che li circonda e capirne, almeno in parte, le peculiarità. Per questa ragione il Liceo artistico F. Depero ha aderito con entusiasmo ai progetti promossi da Coexistence.Life, illustrando i racconti scritti dagli studenti delle scuole medie dei comuni di Folgaria, Lavarone e Comano Terme, per esplorare i diversi punti di vista sulla coesistenza con orsi e lupi.L’attività è stata preparata da una serie di incontri con esperti di fauna e comunicazione, dopodiché gli studenti delle scuole medie si sono calati nei panni di tutti coloro che, in vario modo, sono coinvolti nelle problematiche in oggetto, ossia il sindaco, il cittadino, l’allevatore, il cacciatore, lo scout e lo scienziato. Il risultato è stato sorprendente: tre libri di racconti originali, in seguito illustrati ad hoc con fantasia e creatività dalle classi 3A e 3B indirizzo Grafica, grazie all’adesione dei dipartimenti di Scienze naturali (prof. Marco Forte) e Discipline grafiche (prof. Federico Lanaro e Prof.ssa Chiara Miorelli), nell’ottica dell’Educazione Civica e alla Cittadinanza. La terza fase, ossia la presentazione dei progetti realizzati dagli studenti, ha avuto luogo venerdì 3 maggio 2024, presso la Sala conferenze della Fondazione Caritro a Trento: gli illustratori e le illustratrici hanno incontrato i giovani autori e autrici della fase precedente, spiegando il loro lavoro, il processo creativo e le idee che hanno ispirato le opere. Per quanto riguarda il processo creativo, l’utilizzo del video ha aiutato gli studenti ad entrare in contatto con le tematiche proposte. La visione del documentario “NAYA – Der Wald hat tausend Augen” li ha fatti ragionare sul clamore mediatico che spesso si sviluppa attorno agli animali selvatici, mentre nella realtà il contatto con il lupo è estremamente raro. I video delle fototrappole hanno testimoniato una grande vitalità e convivenza tra animali in un bosco che per l’uomo è spesso silente.Gli studenti, stimolati dall’intervento di esperti che collaborano con coexistence.life, hanno realizzati delle immagini e degli elaborati grafici sulla presenza/assenza dei lupi, i pregiudizi delle persone e le paure che spesso sono generati dall’ignoranza sull’argomento. L’approccio scientifico ed obiettivo degli incontri ha portato i ragazzi ad approfondire il tema liberandosi da stereotipi e pregiudizi, fino a sviluppare concetti molto personali e mai scontati. I docenti hanno coinvolto gli studenti in prima persona, inducendoli a sviluppare dei progetti attraverso la ricerca e l’approfondimento concettuale. Il risultato è sempre frutto di un iter progettuale mirato allo sviluppo di una comunicazione semplice ed efficace, per riuscire ad avere un feedback positivo da parte dei fruitori del loro messaggio. Perciò è importante che vengano proposti temi come questi che permettano agli studenti di relazionarsi con un mondo complesso e con persone esperte estranee alla scuola, alle quali dimostrare le proprie capacità, ma soprattutto per crescere ed essere in futuro dei creativi e dei cittadini più consapevoli.

I cento passi

I cento passi

Come può uno scoglio… Peppino Impastato pietra d’inciampo della mafia! “Come può uno scoglio/ Arginare il mare/Anche se non voglio/Torno già a volare/ Le distese azzurre/ E le verdi terre/ Le discese ardite/ E le risalite/ Su nel cielo aperto/ E poi giù il deserto/ E poi ancora in alto/ Con un grande salto” Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi – Battisti Come può uno scoglio arginare il mare?Cosa c’entra Battisti con Peppino Impastato? Forse nulla, forse tutto… perché la poesia, la bellezza, l’ironia sono stati le armi di Peppino contro la paura, contro la mafia, contro la rassegnazione, per dare voce – attraverso radio Aut e attraverso l’impegno politico – a una presa di posizione che, pur sembrando uno scoglio nel mare, ha generato un’onda che ancora si propaga.“E’ per questo che bisognerebbe educare alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”. Con l’esortazione alla bellezza di Peppino Impastato si è aperto l’incontro con Giovanni, fratello di Peppino che il 13 marzo 2024 nella splendida cornice del Teatro Zandonai ha raccontato, insieme a quella del fratello, ai ragazzi del Liceo artistico “F. Depero” e di altre scuole del territorio, la sua storia. In particolare le classi 3C e 3D, 2B, 2D e 2C hanno partecipato all’incontro e si sono cimentate nel concorso I cento passi ispirato alla figura di Peppino, componendo poesie e/o creando dei video che lasciassero un segno e dessero voce ai temi della bellezza, del silenzio, della paura e del coraggio. L’incontro, promosso dal Lions Club di Rovereto, e introdotto dalla sua presidente Valentina Andreatta, curato da Michele Ammirata, è stato l’approdo finale di un lungo viaggio che ha permesso alle classi di conoscere la figura di Peppino Impastato che ha avuto il coraggio di ergersi contro il potere criminale, un potere di cui la stessa famiglia di Peppino faceva parte. All’incontro ha presenziato la sindaca Giulia Robol, che ha invitato la scuola a custodire la memoria preziosa di Peppino per essere “eroi” che costruiscono la quotidianità, mentre la prof.ssa Angela Alaimo ha introdotto il viaggio attraverso i luoghi della memoria di Luca Podetti che ci ha condotto fino a Cinisi, teatro della vicenda dei cento passi. Giovanni Impastato ha sottolineato come “la mafia abbia paura della scuola che le toglie il terreno sotto i piedi perché la scuola serve per essere culturalmente liberi. Le mafie non sono sconfitte e per lottare bisogna conoscere” ed ha aggiunto “Più il tempo passa, più è difficile pronunciare la parola legalità perché nel suo nome sono stati commessi abusi e anche qualche crimine. La legalità non si può ridurre al rispetto delle leggi, si può invece definire rispetto dei diritti umani, della dignità umana perché se la legge va contro la dignità umana noi dobbiamo lottare perché la legge cambi. Le persone che dobbiamo ricordare sono quelle che lottano per il rispetto della dignità umana, persone come Rosa Parks, come Martin Luther King. Persone come Peppino che ha lottato, attraverso l’impegno culturale e politico, ridicolizzando la mafia”Come possiamo costruire un mondo migliore?“Bisogna smontare il mito della mafia che non è invincibile – ha proseguito Giovanni Impastato ripercorrendone l’evoluzione – la storia di questo fenomeno così come ha avuto un inizio avrà una fine, dal momento che i mafiosi sono uomini in carne e ossa come noi. La mafia ha ucciso i migliori servitori dello Stato che lo Stato non ha potuto o saputo proteggere, non è un antiStato ma è dentro lo Stato e le istituzioni. E’ un problema sociale e culturale, di mentalità. Casa Memoria proprio per questo – così come tante associazioni sul territorio – rimane presidio di democrazia insieme al percorso dei cento passi, passi che sono stati riempiti di pietre di inciampo e di citazioni che lasciano il segno”.Felicia Bartolotta, vedova Impastato, madre di Peppino e Giovanni, diceva che la mafia si sconfigge con la cultura e non con la pistola ed i ragazzi e le ragazze del Depero ne hanno raccolto il testimone, partecipando con entusiasmo, impegno e grande consapevolezza al Concorso I Cento Passi. In particolare la classe 2B, seguita dalla prof.ssa Rosset, ha costruito dei testi seguendo il metodo Caviardage unendo parole e immagini per sottolineare messaggi potenti.La classe 3D, con il supporto della prof.ssa Micheli, ha creato due video dal titolo rispettivamente di Primula e Urlo muto, per riflettere sui temi della bellezza e dell’omertà.Le classi 2D e 3C, seguite dalla prof.ssa Todaro, hanno scritto delle poesie che hanno toccato le tante sfumature della storia dell’attivista siciliano. Non resta che apprezzare e condividere le riflessioni degli studenti e delle studentesse del Depero… da Cinisi a Rovereto l’onda di radio Aut è arrivata fino a noi.Buona lettura e buona visione… il testimone passa a voi! Elaborati della classe 2B Elaborati della classe 2D Elaborati della classe 3C

Comunicare attraverso il disegno

Comunicare attraverso il disegno

Comunicare attraverso il disegno È possibile rappresentarsi attraverso una parola? E attraverso un segno? E’ possibile creare un ponte tra parola e segno che ci permetta di esprimere noi stessi e tracciare la nostra strada nel mondo? Questi e altri interrogativi hanno risuonato il 12 ed il 13 gennaio 2024 nelle aule delle classi seconde del Liceo artistico “Depero” di Rovereto che nel laboratorio Comunicare attraverso il disegno di Gianluca Sturmann, grafico e illustratore, hanno potuto toccare con mano la concretezza della comunicazione. Gianluca Sturmann ha portato la sua esperienza tra i banchi del Depero raccontando della passione per il disegno fin dalle elementari, età in cui ha trasformato tutti i suoi quaderni di studio in libri illustrati pieni di macchie e di storie di fantasia. Come creativo ha collaborato a diversi progetti che vanno dalla comunicazione di eventi fino a progetti di divulgazione per il sociale e campagne di comunicazione. Il laboratorio è stato un’occasione per riflettere insieme sul significato del disegno e delle sue applicazioni, nel mondo della comunicazione e della creatività in generale.A partire da attività “rompighiaccio” alla Munari in cui hanno ritratto il proprio vicino di banco rispettivamente in due minuti, poi in uno, con la tecnica del puntinismo e ad occhi chiusi, i ragazzi si sono soffermati su parole chiave fondamentali rappresentative di personalità iconiche nel mondo della creatività dove progettazione sta a Munari come essenzialità sta a Christoph Niemann, manualità sta a Paula Scher come utilità corrisponde a Gianni Latino.Attraverso questi stimoli gli studenti e le studentesse hanno ricercato la propria parola e l’hanno realizzata in modo che segno e contenuto “saltassero” fuori dalla pagina in modo inequivocabile.Successivamente in gruppo gli allievi si sono misurati come in un vero team creativo cercando di ideare un “prodotto” che fosse completo dal punto di vista grafico e comunicativo e presentandolo al resto del gruppo. Tante le soluzioni originali proposte che hanno sottolineato la creatività dei ragazzi sapientemente messa al servizio delle loro idee, in un laboratorio che ha permesso loro di sperimentare come lettering, grafica ed illustrazione possano veicolare con forza dei messaggi ed arrivare al cuore. Link al sito di Gianluca Sturmann

Ad essere cittadini rispettosi dell’ambiente

Ad essere cittadini rispettosi dell’ambiente

Ad essere cittadini rispettosi dell’ambiente… si comincia tra i banchi del Depero Operare una profonda riflessione sulla  problematica – purtroppo attuale – dell’esaurimento delle risorse naturali, questo lo scopo dell’incontro delle classi prime del Liceo artistico “F. Depero” con il Dott. Gabriele Bertacchini, formatore dell’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente, nell’ultima decade di gennaio. La pillola si inserisce a pieno titolo nel percorso di Scienze della Terra, pianificato dalla docente di riferimento, prof.ssa Natalina Saporito, sulla base delle indicazioni nazionali, e nei progetti di più ampio respiro di promozione di educazione ambientale di cui il prof. Marco Forte, in qualità di referente del dipartimento di Scienze naturali, è il promotore.    Gli incontri -individualizzati per ciascuna classe- hanno avuto una durata di due ore e gli alunni sono stati i protagonisti attivi poiché a ciascuno è stato chiesto di ricercare quali materiali occorrono per realizzare oggetti  di uso quotidiano quali una semplice maglietta di cotone, una rivista, un telefonino, con l’obiettivo poi di far comprendere loro l’enorme impatto che la filiera di produzione ha sull’ambiente e individuare strategie che permettano di vivere la società del consumismo, senza usurpare ulteriormente il nostro Pianeta.  Un invito a traslare il principio di conservazione di massa dello scienziato francese Lavoisier, per il quale “nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma”, su un piano socio-economico, e pensare di dar nuova vita ai materiali.  A tal riguardo il formatore ha riportato l’esempio di alcune aziende che operano nel settore del recupero di minerali dai telefonini, in Italia, facendo conoscere realtà che hanno a cuore il benessere della nostra tanto bistrattata Terra.  Già la nostra Terra! Quella che “non abbiamo difeso ed ora è un campo minato su cui crescono fiori bellissimi” come ha ben detto Diodato. Quella per cui sono nate le guerre, nel tentativo di accaparrarsi le risorse non rinnovabili come il petrolio.  E allora cosa possiamo fare per questa Terra? Senz’altro puntare come sempre sulle nuove generazioni, promuovendo iniziative che portino ad acquisire consapevolezza delle conseguenze delle nostre azioni, partendo dal presupposto che gli adulti siamo noi e che non c’è modo migliore di educare ad essere cittadini rispettosi dell’ambiente se non attraverso il buon esempio. Il Liceo artistico “F. Depero” ci prova e tu?

Violenza offline

Violenza offline

Violenza Offline “Violenza OFFline”: gli studenti del Depero al festival “Informatici senza frontiere” Rovereto dal 19 al 21 ottobre. Gli studenti dell’attuale classe 4^ C hanno realizzato, nel precedente anno scolastico, un progetto grafico per sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli dei social network: insulti, cyberbullismo, discriminazioni, revenge porn, sono solo alcune delle forme di violenza che sempre più spesso si verificano online. Per questa ragione si rende necessario rendere consapevoli gli utenti di tutte le età, ma in particolare i più giovani, con messaggi chiari, semplici ma efficaci. Gli studenti dell’ex 3^ C, guidati dalla professoressa di discipline grafiche Maria Eletta Baroni, hanno realizzato nove manifesti sulle diverse sfumature del problema. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione dei docenti di laboratorio prof. Federico Lanaro e prof. Lucio Tonina e dalla docente di Lettere prof.ssa Roberta Belli ed ha vinto il primo premio del concorso E.I.P. Italia Scuola strumento di pace 51° edizione, sul tema “Pace, giustizia e istituzioni solide”. La giuria ha vivamente apprezzato la creatività, l’originalità dei contenuti dell’opera, la ricchezza espressiva e l’impegno sociale: il 25 ottobre 2023 ha avuto luogo la premiazione a Roma. I poster della campagna di sensibilizzazione sono stati esposti nell’atrio dell’Università a palazzo Piomarta fino al 21 ottobre.  Alcuni dei manifesti esposti Erika Semerano Linda Vicenzi Sebastiano Armanini

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