Novum Initium… la  degna conclusione del progetto “SPRAY VIBES”

Novum Initium… la  degna conclusione del progetto “SPRAY VIBES”

Dove collochiamo i sogni? Di certo la risposta non è univoca ma neppure equivoca. I sogni, in quanto tali, necessitano di uno spazio che non sia né solo etereo né solo corporeo, una sorta di interregno, sospeso tra la scabrezza dei monti e la dolcezza del cielo. Lo sa bene l’Associazione “Tra le rocce e il cielo” che ha ideato un virtuoso progetto di riqualificazione urbana a cui il Liceo artistico “Depero” ha deciso di aderire, insieme ad altri enti e organizzazioni locali e internazionali, tra cui il comune di Rovereto, A.R.G.O. e ReLab video, Stichting Los Zand e Creative Horizons… per citarne alcuni. Gli obiettivi del progetto, tanti e nobili, potrebbero essere sintetizzati dal pensiero dello scrittore siciliano, Andrea Camilleri, di cui quest’anno ricorre il centenario dalla sua nascita.  “Nella bellezza ci sono gusto e senso estetico, certo, ma anche affetto e cura, attenzione ai dettagli, celebrazione della vita, curiosità e gioco”. È a questo che hanno guardato i docenti dei dipartimenti di grafico-pittoriche, geometriche e design nel rendere gli alunni della classe 2° D protagonisti del progetto.  Quale canale migliore dell’arte per consacrare la bellezza e magnificare la vita? È così, dunque, oltre al lavoro sul tema del disegno, con incontri dedicati, nella giornata del 6 ottobre, gli alunni hanno incontrato Stefania Steidl dell’azienda Keim, per una dimostrazione pratica sui colori fotocatalitici scelti per realizzare il murale e, nelle giornate del 13 e del 14 ottobre, hanno imbrattato le mani di colore e vita, per rendere concreto e visibile il murales “Novum Initium”. Il tutto sotto la direzione dell’artista olandese Ryden Elodie e dell’artista italiano Lorenzo Nicoletti, in arte Skugio, nonché delle prof.sse Milena Pedrollo e Chiara Pino e del prof. Fabrizio Perghem. Tuttavia, non finisce qui! Ciò che è grande “ingombra”, si fa spazio, espande e avvolge e così la classe 2°D continuerà a lavorare per mappare l’opera realizzata sulla parete e creare un elaborato digitale e cartaceo, che verrà presentato al pubblico, all’interno del festival EcoLogica, sabato 18 ottobre presso gli spazi della Manifattura. A tutto questo si aggiunge un altro grande passaggio: l’istituzione di un “Tavolo Street Art”, gestito dal comune di Rovereto, per sostenere e sviluppare, nella cittadina, questa forma d’arte come mezzo di benessere sociale e recupero di aree degradate nonché come strumento per educare le nuove generazioni alla cura, all’affetto, all’attenzione e, rendere quest’ultima, come direbbe, il filosofo e scrittore, Walter Benjamin, preghiera naturale dell’anima.

Il Depero “festeggia” il centenario di URI in grafica

Il Depero “festeggia” il centenario di URI in grafica

Il Depero “festeggia” il centenario di URI in grafica I compleanni, si sa, sono portatori naturali di bilanci e questo è ancor più vero quando gli anni sono tanti… si tratta infatti del centenario di URI di Lavis, un’azienda che affonda le radici nel nostro territorio e intreccia la sua storia alla memoria e alla resistenza trentini. “Siamo fieri dei valori con cui l’impresa è stata fondata: la nostra anima resta strettamente legata al territorio trentino” afferma Vera Agostini, il cui nonno Mario nel 1928 è entrato a far parte dell’azienda, fondata nel 1925 da Giannantonio Manci e Luigi Battisti, figlio di Cesare, un’azienda nata con spirito antifascista per non dovere sottoscrivere la tessera del partito fascista, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo delle infrastrutture del territorio. L’importanza di questo centenario è stata sottolineata dall’indirizzo di Grafica della classe 3°C del Liceo artistico “Fortunato Depero” di Rovereto, che – sotto la guida della prof.ssa Maria Eletta Baroni – durante l’anno scolastico 2024-2025,  ha partecipato a un progetto di Alternanza Scuola-Lavoro in collaborazione con l’azienda URI.  Il progetto – che ha preso avvio nel gennaio 2025 con un incontro introduttivo con i referenti aziendali, in particolare con Vera Agostini, custode della memoria storica di URI – nella prima fase ha permesso agli studenti di approfondire la storia dei padri fondatori Giannantonio Manci e Luigi Battisti, il loro impegno antifascista e il valore civico delle loro azioni, contestualizzandoli nel periodo storico del 1925, segnato dalla guerra e dall’ascesa del fascismo e si è concluso il 12 settembre 2025 con l’evento celebrativo del Centenario tenutosi presso la sede  dell’azienda. Questa collaborazione, che è stata un’importante occasione di educazione alla cittadinanza, permettendo ai ragazzi di conoscere la storia del territorio e di riflettere sui valori democratici e sull’impegno civile, ha portato alla realizzazione di una serie di manifesti/poster – esposti durante l’evento del centenario come cornice all’intera celebrazione – che raccontano la storia dei fondatori dell’azienda URI, le loro gesta e il contesto storico in cui hanno operato. Il percorso ideativo e progettuale è stato coordinato dalla prof.ssa Maria Eletta Baroni (Discipline grafiche), in collaborazione con i laboratori di Fotografia (prof. Lucio Tonina) e di Type design (prof.ssa Marina Candioli). Si è trattato di un progetto pluridisciplinare che ha permesso agli studenti di avvicinarsi concretamente alla professione del graphic designer, con l’obiettivo di conoscere e raccontare l’unicità dell’azienda URI. Oltre alla realizzazione dei poster, il progetto ha previsto anche la decorazione di macchine da lavoro, attraverso cui è stato possibile comunicare visivamente l’attività attuale dell’azienda: la lavorazione delle rocce. In particolare sono state presentate tre proposte grafiche, tra cui quella selezionata è stata realizzata da URI. Le macchine da lavoro (perforatrice e compressore) oggi presentano un’estetica decorativa unica, espressa sia nel segno che nel colore. Un sentito ringraziamento all’azienda URI per la preziosa collaborazione, che si è concretizzata in un riconoscimento alla scuola: un buono da spendere presso una piccola libreria indipendente di Rovereto. Parte del contributo è stata destinata all’acquisto diretto di libri per gli studenti e per la sezione del dipartimento di grafica, mentre un’altra parte è stata utilizzata per l’acquisto di materiale per i laboratori. Ci auguriamo che chi ha avuto modo di vedere i manifesti abbia potuto rivivere un frammento della storia del nostro territorio.Grazie ancora a URI per aver creduto nel valore della scuola e nella forza della comunicazione visiva. Progetto a cura del Dipartimento di Grafica, del Laboratorio di Fotografia e di Type designfotografie di Michele Purin.

CASA NATALE ANTONIO ROSMINI

CASA NATALE ANTONIO ROSMINI

Loghi Antonio Rosmini Classe 4B Il legame tra Rosmini e Rovereto è profondo, non solo per essere la sua città natale, ma anche per la presenza della Casa Rosmini, situata nel centro storico della città. Questo edificio, oggi sede di un museo e centro culturale, è stato la casa natale del filosofo e conserva numerosi oggetti personali, scritti, manoscritti e una ricca biblioteca. La Casa Rosmini non è solo un luogo della memoria, ma anche un centro di studio e approfondimento sul pensiero rosminiano. Vi si tengono conferenze, mostre temporanee e incontri culturali che mantengono vivo il dialogo tra il passato e il presente, tra la riflessione filosofica e le sfide contemporanee. Visitare la Casa Rosmini significa immergersi nella vita e nel pensiero di un uomo che ha dedicato la propria esistenza alla ricerca della verità, al servizio della Chiesa e all’impegno per una società più giusta e spiritualmente consapevole. Nel solco del legame tra cultura, educazione e territorio, la Casa Rosmini di Rovereto è recentemente diventata protagonista di un interessante progetto didattico e creativo, promosso in collaborazione con il Liceo Artistico Fortunato Depero. Gli studenti della classe 4B, indirizzo grafico, sono stati coinvolti in un percorso di studio e reinterpretazione dell’identità visiva della Casa Rosmini, con l’obiettivo di progettare una nuova proposta di logo. Il progetto ha unito storia, ricerca e creatività. Dopo una visita guidata alla Casa Rosmini e un’attenta analisi della figura del filosofo, gli studenti hanno esplorato i valori che essa rappresenta: spiritualità, conoscenza, dialogo, impegno civile. A partire da questi concetti, ogni alunno ha elaborato una propria proposta grafica, dando forma visiva a un’identità che fosse al tempo stesso moderna e rispettosa del significato storico e culturale del luogo. I loghi proposti sono il frutto di un lavoro collettivo e multidisciplinare, che ha unito competenze artistiche, tecniche di design e riflessione concettuale. Ciascun elaborato racconta un punto di vista diverso sul pensiero rosminiano: alcuni si ispirano all’architettura della casa, altri all’idea di luce e verità, altri ancora alle opere filosofiche e alla figura del fondatore dell’Istituto della Carità. Logo Casa Natale Antonio Rosmini Logo selezionato Alessandra Porru  Proposte Loghi

ERASMUS MONACO

ERASMUS MONACO

Erasmus Monaco Classe 4B I ragazzi della classe 4B del Liceo Fortunato Depero di Rovereto (TN) sono stati accolti dalla città di Monaco con un bellissimo cielo azzurro.Dopo aver posato le valigie in ostello, gli alunni si sono recati a Karlsplatz dove hanno potuto ammirare le architetture neoclassiche e neobarocche. Passando per Kreuzviertel sono arrivati alla Frauenkirche, dove hanno invece ascoltato la leggenda dietro alla sua costruzione.Alle 17 si sono riuniti a Marienplatz ammirando e ascoltando la magica coreografia dell’antico carillon. Quando il motivetto è terminato, gli studenti hanno potuto apprezzare gli interni della Asamkirche, una chiesa in pieno stile barocco. Nella St Jakobs Platz, invece, i ragazzi erano circondati da antiche e moderne architetture urbane.Gli studenti sono andati a visitare la “Städtische Fachoberschule für Gestaltung”, scuola d’arte tedesca e sono partiti per il famoso Olympic Village che ospitò i giochi olimpici nel 1972, attraversando Olympiapark. Fuori dalle ex- piscine olimpiche, i Deperiani hanno registrato con lo smartphone diversi suoni senza saperne precisamente il motivo. Nel ritorno hanno potuto apprezzare il museo della BMW, macchina tedesca per eccellenza e, dopo un gustoso kebab, sono tornati a scuola, dove hanno approfondito i suoni registrati trasformandoli in disegni. La mattina dopo, carichi e volenterosi di creare, impugnando forbici e colla, gli alunni hanno concluso il lavoro sui suoni creando un collage sfarzoso con dei pattern e delle forme geometriche.Con le mani ancora appiccicose, il vaso con quindici girasoli di Van Gogh sorride ai ragazzi che, con una guida affabile e coinvolgente, hanno scoperto le meraviglie dell’Alte Pinakothek. Esausti dalla lunga giornata, hanno fatto una pausa ai giardini inglesi, emblema popolare di Monaco. Alla magica Kunsthalle, i deperiani hanno ammirato le opere della corrente artistica Jugendstil che spaziavano tra vasi, quadri, gioielli, utensili per la casa, tazze, piatti, arazzi, mobili ecc., uscendone con nuove idee e ispirazioni. Nel pomeriggio, con il professor Giuliani, hanno svolto il cosiddetto “Progetto X”, che consisteva nel disegnare la mappa di Monaco a memoria per poi progettare un’installazione utile alla città. La mattina si apre con un corso di scultura del legno: un gruppo di ragazzi, armati di martello e scalpello, hanno creato un porta nicchie che poi è stato tagliato a seconda della forma desiderata dal professore della scuola tedesca mentre l’altro gruppo ha creato dei gioielli con il fil di ferro, scambiandosi i laboratori nel pomeriggio. Dopo un commovente momento di saluti fra professori, alunni tedeschi e studenti della 4B, la classe si è recata a visitare una mostra al Brandhorst, un museo di arte contemporanea con una facciata scandita da inferriate colorate. Nel pomeriggio, invece, alla Pinakothek der Moderne, la mostra su mobili, soprammobili, moto e macchine d’epoca e una su Paola Share ha affascinato gli alunni, tanto da spingere molti a fare più giri. L’ultimo giorno, una mostra audiovisiva ha stranito positivamente i ragazzi che, alla Haus Der Kunst, hanno potuto scoprire l’esistenza di tanti tipi diversi di arte visiva. Alcuni elementi della settimana di Erasmus I musei visitati

Parole che fanno rumore

Parole che fanno rumore

Parole che fanno rumore Al Depero tra i banchi della 1°D “Parole che fanno rumore” è il titolo del premio artistico-letterario “Giuseppe Melchionna”, organizzato dall’ Associazione Prodigio e giunto all’ottava edizione. Un premio, nato per sensibilizzare all’impegno contro ogni forma di discriminazione e violenza, cui ha partecipato la classe 1°D del liceo artistico “Fortunaro Depero”. La premiazione, che si svolgerà il 7 giugno 2024 a Trento alle ore 16, vedrà protagonisti nella Sezione narrativa Talento under 18 le studentesse Viola Beaco e Natalie Civettini ex aequo, e per la Sezione ragazzi l’intero gruppo classe. Inoltre una terza alunna, Alice Bertotti, è stata selezionata tra le finaliste Talento under 18. Gli studenti vincitori riceveranno in premio un buono valido per l’acquisto di libri e i dieci migliori racconti, poesie e fotografie verranno inseriti in un’antologia a cura dell’Associazione PRODIGIO ODV, che verrà regalata ai vincitori e ai finalisti presenti alla premiazione.Ha contribuito a questo felice risultato il percorso di narratologia, curato dal prof. Alessandro Contino, a cui la classe ha partecipato con impegno ed interesse. “Basta poco per cambiare le cose, talvolta anche solo una parola. Al silenzio di una violenza e di un’ingiustizia, il linguaggio rappresenta il modo più umano di scuotere il mondo, facendo “rumore” dove prima non c’era. Come un ponte tra il niente e il tutto, la parola è così in grado di tradursi in denuncia e azione, rendendo “realtà” ciò che prima era invisibile”. Con questo spirito l’associazione PRODIGIO, fondata da Giuseppe Melchionna – che, morto nel 2016, ha lottato tutta la vita contro barriere culturali e architettoniche – ha cercato di dare voce a chi non ne aveva ed ha coinvolto in ciò chi vuole continuare a “fare rumore” per sé e per gli altri, per costruire una società equa e inclusiva, in cui dal silenzio possa germogliare sempre una parola e una speranza.La classe 1°D ha raccolto il testimone di Melchionna e continua a “fare rumore”. LINK

I cento passi

I cento passi

Come può uno scoglio… Peppino Impastato pietra d’inciampo della mafia! “Come può uno scoglio/ Arginare il mare/Anche se non voglio/Torno già a volare/ Le distese azzurre/ E le verdi terre/ Le discese ardite/ E le risalite/ Su nel cielo aperto/ E poi giù il deserto/ E poi ancora in alto/ Con un grande salto” Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi – Battisti Come può uno scoglio arginare il mare?Cosa c’entra Battisti con Peppino Impastato? Forse nulla, forse tutto… perché la poesia, la bellezza, l’ironia sono stati le armi di Peppino contro la paura, contro la mafia, contro la rassegnazione, per dare voce – attraverso radio Aut e attraverso l’impegno politico – a una presa di posizione che, pur sembrando uno scoglio nel mare, ha generato un’onda che ancora si propaga.“E’ per questo che bisognerebbe educare alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”. Con l’esortazione alla bellezza di Peppino Impastato si è aperto l’incontro con Giovanni, fratello di Peppino che il 13 marzo 2024 nella splendida cornice del Teatro Zandonai ha raccontato, insieme a quella del fratello, ai ragazzi del Liceo artistico “F. Depero” e di altre scuole del territorio, la sua storia. In particolare le classi 3C e 3D, 2B, 2D e 2C hanno partecipato all’incontro e si sono cimentate nel concorso I cento passi ispirato alla figura di Peppino, componendo poesie e/o creando dei video che lasciassero un segno e dessero voce ai temi della bellezza, del silenzio, della paura e del coraggio. L’incontro, promosso dal Lions Club di Rovereto, e introdotto dalla sua presidente Valentina Andreatta, curato da Michele Ammirata, è stato l’approdo finale di un lungo viaggio che ha permesso alle classi di conoscere la figura di Peppino Impastato che ha avuto il coraggio di ergersi contro il potere criminale, un potere di cui la stessa famiglia di Peppino faceva parte. All’incontro ha presenziato la sindaca Giulia Robol, che ha invitato la scuola a custodire la memoria preziosa di Peppino per essere “eroi” che costruiscono la quotidianità, mentre la prof.ssa Angela Alaimo ha introdotto il viaggio attraverso i luoghi della memoria di Luca Podetti che ci ha condotto fino a Cinisi, teatro della vicenda dei cento passi. Giovanni Impastato ha sottolineato come “la mafia abbia paura della scuola che le toglie il terreno sotto i piedi perché la scuola serve per essere culturalmente liberi. Le mafie non sono sconfitte e per lottare bisogna conoscere” ed ha aggiunto “Più il tempo passa, più è difficile pronunciare la parola legalità perché nel suo nome sono stati commessi abusi e anche qualche crimine. La legalità non si può ridurre al rispetto delle leggi, si può invece definire rispetto dei diritti umani, della dignità umana perché se la legge va contro la dignità umana noi dobbiamo lottare perché la legge cambi. Le persone che dobbiamo ricordare sono quelle che lottano per il rispetto della dignità umana, persone come Rosa Parks, come Martin Luther King. Persone come Peppino che ha lottato, attraverso l’impegno culturale e politico, ridicolizzando la mafia”Come possiamo costruire un mondo migliore?“Bisogna smontare il mito della mafia che non è invincibile – ha proseguito Giovanni Impastato ripercorrendone l’evoluzione – la storia di questo fenomeno così come ha avuto un inizio avrà una fine, dal momento che i mafiosi sono uomini in carne e ossa come noi. La mafia ha ucciso i migliori servitori dello Stato che lo Stato non ha potuto o saputo proteggere, non è un antiStato ma è dentro lo Stato e le istituzioni. E’ un problema sociale e culturale, di mentalità. Casa Memoria proprio per questo – così come tante associazioni sul territorio – rimane presidio di democrazia insieme al percorso dei cento passi, passi che sono stati riempiti di pietre di inciampo e di citazioni che lasciano il segno”.Felicia Bartolotta, vedova Impastato, madre di Peppino e Giovanni, diceva che la mafia si sconfigge con la cultura e non con la pistola ed i ragazzi e le ragazze del Depero ne hanno raccolto il testimone, partecipando con entusiasmo, impegno e grande consapevolezza al Concorso I Cento Passi. In particolare la classe 2B, seguita dalla prof.ssa Rosset, ha costruito dei testi seguendo il metodo Caviardage unendo parole e immagini per sottolineare messaggi potenti.La classe 3D, con il supporto della prof.ssa Micheli, ha creato due video dal titolo rispettivamente di Primula e Urlo muto, per riflettere sui temi della bellezza e dell’omertà.Le classi 2D e 3C, seguite dalla prof.ssa Todaro, hanno scritto delle poesie che hanno toccato le tante sfumature della storia dell’attivista siciliano. Non resta che apprezzare e condividere le riflessioni degli studenti e delle studentesse del Depero… da Cinisi a Rovereto l’onda di radio Aut è arrivata fino a noi.Buona lettura e buona visione… il testimone passa a voi! Elaborati della classe 2B Elaborati della classe 2D Elaborati della classe 3C

Comunicare attraverso il disegno

Comunicare attraverso il disegno

Comunicare attraverso il disegno È possibile rappresentarsi attraverso una parola? E attraverso un segno? E’ possibile creare un ponte tra parola e segno che ci permetta di esprimere noi stessi e tracciare la nostra strada nel mondo? Questi e altri interrogativi hanno risuonato il 12 ed il 13 gennaio 2024 nelle aule delle classi seconde del Liceo artistico “Depero” di Rovereto che nel laboratorio Comunicare attraverso il disegno di Gianluca Sturmann, grafico e illustratore, hanno potuto toccare con mano la concretezza della comunicazione. Gianluca Sturmann ha portato la sua esperienza tra i banchi del Depero raccontando della passione per il disegno fin dalle elementari, età in cui ha trasformato tutti i suoi quaderni di studio in libri illustrati pieni di macchie e di storie di fantasia. Come creativo ha collaborato a diversi progetti che vanno dalla comunicazione di eventi fino a progetti di divulgazione per il sociale e campagne di comunicazione. Il laboratorio è stato un’occasione per riflettere insieme sul significato del disegno e delle sue applicazioni, nel mondo della comunicazione e della creatività in generale.A partire da attività “rompighiaccio” alla Munari in cui hanno ritratto il proprio vicino di banco rispettivamente in due minuti, poi in uno, con la tecnica del puntinismo e ad occhi chiusi, i ragazzi si sono soffermati su parole chiave fondamentali rappresentative di personalità iconiche nel mondo della creatività dove progettazione sta a Munari come essenzialità sta a Christoph Niemann, manualità sta a Paula Scher come utilità corrisponde a Gianni Latino.Attraverso questi stimoli gli studenti e le studentesse hanno ricercato la propria parola e l’hanno realizzata in modo che segno e contenuto “saltassero” fuori dalla pagina in modo inequivocabile.Successivamente in gruppo gli allievi si sono misurati come in un vero team creativo cercando di ideare un “prodotto” che fosse completo dal punto di vista grafico e comunicativo e presentandolo al resto del gruppo. Tante le soluzioni originali proposte che hanno sottolineato la creatività dei ragazzi sapientemente messa al servizio delle loro idee, in un laboratorio che ha permesso loro di sperimentare come lettering, grafica ed illustrazione possano veicolare con forza dei messaggi ed arrivare al cuore. Link al sito di Gianluca Sturmann

Ad essere cittadini rispettosi dell’ambiente

Ad essere cittadini rispettosi dell’ambiente

Ad essere cittadini rispettosi dell’ambiente… si comincia tra i banchi del Depero Operare una profonda riflessione sulla  problematica – purtroppo attuale – dell’esaurimento delle risorse naturali, questo lo scopo dell’incontro delle classi prime del Liceo artistico “F. Depero” con il Dott. Gabriele Bertacchini, formatore dell’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente, nell’ultima decade di gennaio. La pillola si inserisce a pieno titolo nel percorso di Scienze della Terra, pianificato dalla docente di riferimento, prof.ssa Natalina Saporito, sulla base delle indicazioni nazionali, e nei progetti di più ampio respiro di promozione di educazione ambientale di cui il prof. Marco Forte, in qualità di referente del dipartimento di Scienze naturali, è il promotore.    Gli incontri -individualizzati per ciascuna classe- hanno avuto una durata di due ore e gli alunni sono stati i protagonisti attivi poiché a ciascuno è stato chiesto di ricercare quali materiali occorrono per realizzare oggetti  di uso quotidiano quali una semplice maglietta di cotone, una rivista, un telefonino, con l’obiettivo poi di far comprendere loro l’enorme impatto che la filiera di produzione ha sull’ambiente e individuare strategie che permettano di vivere la società del consumismo, senza usurpare ulteriormente il nostro Pianeta.  Un invito a traslare il principio di conservazione di massa dello scienziato francese Lavoisier, per il quale “nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma”, su un piano socio-economico, e pensare di dar nuova vita ai materiali.  A tal riguardo il formatore ha riportato l’esempio di alcune aziende che operano nel settore del recupero di minerali dai telefonini, in Italia, facendo conoscere realtà che hanno a cuore il benessere della nostra tanto bistrattata Terra.  Già la nostra Terra! Quella che “non abbiamo difeso ed ora è un campo minato su cui crescono fiori bellissimi” come ha ben detto Diodato. Quella per cui sono nate le guerre, nel tentativo di accaparrarsi le risorse non rinnovabili come il petrolio.  E allora cosa possiamo fare per questa Terra? Senz’altro puntare come sempre sulle nuove generazioni, promuovendo iniziative che portino ad acquisire consapevolezza delle conseguenze delle nostre azioni, partendo dal presupposto che gli adulti siamo noi e che non c’è modo migliore di educare ad essere cittadini rispettosi dell’ambiente se non attraverso il buon esempio. Il Liceo artistico “F. Depero” ci prova e tu?

IL SAPERE DEL GUSTO, IL GUSTO DEL SAPERE

IL SAPERE DEL GUSTO, IL GUSTO DEL SAPERE

Il sapere del gusto, il gusto del sapere Dicono che la lettura e la scrittura siano modi diversi di viaggiare. Così è ma solo in parte. Il viaggio implica uno spostamento, un coinvolgimento diretto dei sensi che non si lega necessariamente al filtro delle nostre esperienze attraverso associazioni e/o immaginazioni come le attività dell’intelletto. È pure vero poi che esistono viaggi e viaggi, alcuni lasciano un gran rumore dentro altri meno, ma tutti hanno un denominatore comune: il cibo. Il cibo fa la storia di un luogo, delle sue tradizioni, della sua gente. Non è grazie ad esso che gli uomini primitivi hanno imparato a comunicare? La dott.ssa Francesca Cesaro, in qualità di dietista e formatrice per l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente (APPA), si è rivolta alle classi seconde del Liceo artistico “F. Depero” di Rovereto proprio per sottolinearne l’importanza. La pillola “Il gusto del sapere, il sapere del gusto”, proposta dalla docente di Scienze naturali, prof.ssa Natalina Saporito, e condivisa con il referente del progetto, prof. Marco Forte, si inserisce a pieno titolo nel piano annuale delle attività di Biologia delle classi seconde, per declinarne meglio i concetti di corretta alimentazione e di ecosostenibilità. Partendo dai consigli del poliedrico filosofo greco Plutarco, secondo il quale “non bisogna mettersi a tavola per soddisfare i bisogni primari del bere e del mangiare”, la dott.ssa Cesaro riprende e chiosa uno dei maggiori temi trattati dai nutrizionisti di tutto il mondo dell’EXPO 2015: la convivialità. Nutrimento del corpo e della mente dunque che trova la sua massima espressività nella condivisione dei pasti, non riducendo il tutto ad una “mera etichetta alimentare” bensì all’esperienza più ampia del GUSTO del benessere a tavola. E così tra un beneficio e un altro, la formatrice elenca e spiega i punti cardine della Dieta mediterranea, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, nel 2010. Tuttavia, considerando l’intera filiera alimentare che, dalla madre terra porta il cibo nei nostri piatti, il nostro nutrimento ha un impatto ambientale davvero significativo sul Pianeta di cui siano ospiti, spesso poco discreti. Ed è sulle basi di questa certezza che la formatrice conduce i ragazzi ad una profonda riflessione sulla sostenibilità alimentare, delineando il profilo “corretto” dell’ uomo che si rapporta all’ambiente in cui vive con più discrezione e lungimiranza, per far sì che ci sia davvero quella armonia continua e durevole, nel tempo, da cui il termine sostenibilità trae la sua origine, per poter consegnare alle generazioni future un mondo , se non intatto ancora capace di dare.

Sottsass sr

Sottsass sr

Sottsass sr La quarta e le quinte “incontrano” Ettore Sottsass Senior Mercoledì 13 dicembre, si è tenuto l’incontro con gli esperti dell’Archivio del ‘900 del Mart, per esporre i progetti definitivi ispirati a Ettore Sottsass Sr. Le classi 4A, 5A e 5D indirizzo design, durante lo scorso anno scolastico hanno potuto osservare dal vivo le opere, gli schizzi e le fotografie dell’architetto di inizio ‘900. Successivamente alla visita, nelle ore svolte a scuola, gli studenti hanno iniziato a realizzare il progetto di Alternanza Scuola Lavoro inerente a questo artista. Per la classe quarta si è trattato della progettazione di arredi per le cucine, ovvero credenze. Gli studenti hanno ricostruito alcuni arredi per cucine di Sottsass attraverso il disegno geometrico e la modellazione 3D e poi li hanno reinterpretati, completando il lavoro con la realizzazione di un modellino in cartonlegno. Mentre, per le classi quinte il progetto era relativo all’arredamento di un edificio scolastico. La 5A ha scelto l’Asilo di Sopramonte, invece la 5D ha lavorato su due edifici: la Scuola elementare di Siliqua e l’Asilo di Salorno. Gli alunni hanno studiato i vari edifici, attraverso la realizzazione di un modellino 3D in Sketchup e lo studio della pianta con la suddivisione degli spazi. Ogni alunno si è occupato di arredare un ambiente arrivando a progettare un elemento d’arredo, facendo riferimento allo stile di Sottsass. Il Liceo Depero collabora spesso con il museo del Mart (sezione della Didattica e dell’Archivio del ‘900), con il quale periodicamente svolge lavori che per i ragazzi sono fonte di grande ispirazione, crescita e allenamento per il futuro. 

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