IL SAPERE DEL GUSTO, IL GUSTO DEL SAPERE

IL SAPERE DEL GUSTO, IL GUSTO DEL SAPERE

Il sapere del gusto, il gusto del sapere Dicono che la lettura e la scrittura siano modi diversi di viaggiare. Così è ma solo in parte. Il viaggio implica uno spostamento, un coinvolgimento diretto dei sensi che non si lega necessariamente al filtro delle nostre esperienze attraverso associazioni e/o immaginazioni come le attività dell’intelletto. È pure vero poi che esistono viaggi e viaggi, alcuni lasciano un gran rumore dentro altri meno, ma tutti hanno un denominatore comune: il cibo. Il cibo fa la storia di un luogo, delle sue tradizioni, della sua gente. Non è grazie ad esso che gli uomini primitivi hanno imparato a comunicare? La dott.ssa Francesca Cesaro, in qualità di dietista e formatrice per l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente (APPA), si è rivolta alle classi seconde del Liceo artistico “F. Depero” di Rovereto proprio per sottolinearne l’importanza. La pillola “Il gusto del sapere, il sapere del gusto”, proposta dalla docente di Scienze naturali, prof.ssa Natalina Saporito, e condivisa con il referente del progetto, prof. Marco Forte, si inserisce a pieno titolo nel piano annuale delle attività di Biologia delle classi seconde, per declinarne meglio i concetti di corretta alimentazione e di ecosostenibilità. Partendo dai consigli del poliedrico filosofo greco Plutarco, secondo il quale “non bisogna mettersi a tavola per soddisfare i bisogni primari del bere e del mangiare”, la dott.ssa Cesaro riprende e chiosa uno dei maggiori temi trattati dai nutrizionisti di tutto il mondo dell’EXPO 2015: la convivialità. Nutrimento del corpo e della mente dunque che trova la sua massima espressività nella condivisione dei pasti, non riducendo il tutto ad una “mera etichetta alimentare” bensì all’esperienza più ampia del GUSTO del benessere a tavola. E così tra un beneficio e un altro, la formatrice elenca e spiega i punti cardine della Dieta mediterranea, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, nel 2010. Tuttavia, considerando l’intera filiera alimentare che, dalla madre terra porta il cibo nei nostri piatti, il nostro nutrimento ha un impatto ambientale davvero significativo sul Pianeta di cui siano ospiti, spesso poco discreti. Ed è sulle basi di questa certezza che la formatrice conduce i ragazzi ad una profonda riflessione sulla sostenibilità alimentare, delineando il profilo “corretto” dell’ uomo che si rapporta all’ambiente in cui vive con più discrezione e lungimiranza, per far sì che ci sia davvero quella armonia continua e durevole, nel tempo, da cui il termine sostenibilità trae la sua origine, per poter consegnare alle generazioni future un mondo , se non intatto ancora capace di dare.

25 novembre

25 novembre

25 novembre contro la violenza sulle donne Il 25 novembre, giorno internazionale contro la violenza sulle donne, tutti gli studenti della sede sono scesi davanti all’ingresso della scuola per manifestare. Manifestare per tutte le donne, per la rabbia che abbiamo dentro, per la paura che non vogliamo avere quando usciamo di casa la sera.È stato un momento per ascoltare, parlare e riflettere insieme. Tra gli studenti c’è stato chi ha voluto farsi sentire con le parole, chi è rimasto in silenzio, chi tra le mani teneva un manifesto che parlava da solo, e in ogni caso ci siamo fatti sentire. Sono inoltre intervenute alcune professoresse e la dirigente, per sottolineare l’importanza dell’educazione e mostrare il loro sostegno. Abbiamo fatto silenzio e fatto rumore, tutti uniti da un elemento rosso. Insieme abbiamo ascoltato per un’altra volta le parole simbolo di Cristina Torres-Cáceres: “Se domani sono io, mamma, se domani non torno, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima.” Infine la domanda che tutti in questi giorni ci poniamo: quante ancora?Perché siamo stanchi di sentire e leggere parole di sangue, di donne uccise da uomini, 106 in un anno fa paura, ma non ci dovremmo stupire. Abbiamo bisogno di un cambiamento, anzi abbiamo bisogno di reagire, perché non è possibile che tutto questo succeda ancora e tutt’ora. E poi credo sia terribile trasformare tutti i nomi di queste donne in un numero in continuo aumento, e siamo consapevoli che non si fermerà; come abbiamo potuto vedere con Giulia Cecchettin la ragazza uccisa da cui nascono tutti i movimenti che in questo momento ci circondano, ma non l’ultima vittima di femminicidio.Questo 25 novembre non deve restare solo oggi, ma deve essere tutti i giorni.Perché tutte le donne sono costantemente esposte al pericolo, alla paura e alle raccomandazioni, mentre l’uomo?? Ci siamo fatte coraggiose, ma vogliamo raggiungere la libertà, o almeno non vogliamo essere il frutto di un sistema patriarcale. Vogliamo solo essere vive domani… Precedente Successivo La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite che invita i governi, le organizzazioni internazionali e le organizzazioni non governative a promuovere attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della violenza contro le donne e contrastarne il fenomeno.In questa giornata tanto si dice e si scrive, tanto ci sarebbe da scrivere e da dire, ma ogni iniziativa resta priva di significato se dimentichiamo che ogni cambiamento, grande o piccolo che sia, dipende da noi, dai nostri comportamenti, dalle nostre scelte quotidiane.Ogni giorno tutti noi “siamo chiamati a scegliere che tipo di persone vogliamo essere. E sarebbe bello se in questo momento di follia collettiva voi ragazzi sceglieste di fare la differenza, di essere originali, di essere gentili, affettuosi, amorevoli verso le vostre compagne e viceversa”.E voi ragazze scegliete anzitutto “di avere rispetto di voi stesse e del vostro corpo, di non annullarvi mai, di coltivare e proteggere la vostra dignità, di non fare mai niente che sia contro la vostra volontà o il vostro sentire, di essere libere, di essere voi stesse, di mettervi sempre al centro, di non permettere mai a nessuno di convincervi che ci sia qualcosa che non va in voi, perché la vita è troppo preziosa per passarla a essere infelici e il tempo trascorso a permettere a qualcuno di ferirci non torna. E tutti noi scegliamo di avere “lo sguardo rivolto al futuro, il cuore senza desiderio di vendetta, la testa che muove i fili di una vita della quale bisogna essere protagonisti”.Scegliamo ogni giorno di rispettare gli altri e noi stessi, i nostri limiti e i nostri pregi, le nostre debolezze e i nostri punti di forza, senza mai dimenticare che chi dice di amarci è chi sa apprezzare anche le nostre piccole e grandi fragilità e sa darci la forza per superarle. ds. Daniela Simoncelli Sessismo e frustrazione: una bomba ad orologeria da disinnescare con la culturaLa violenza nei confronti della donna ha assunto nel tempo molteplici forme ma, in questa sede, vorrei concentrarmi su una in particolare, quella che ha provocato la morte della giovane Giulia.La delusione d’amore fa male, fa male a tutti, uomini e donne, però non può mai in alcun modo diventare violenza, al massimo poesia. La fine di una relazione amorosa provoca inevitabilmente una sofferenza sottile, apparentemente inconsolabile, fatta di nostalgia, rabbia, insicurezza, paura, frustrazione. Tutti questi sentimenti e stati d’animo possono alimentare la creatività, diventare canzoni, poesie, racconti, dipinti, perché l’arte è un distillato del dolore e all’arte si perdonano molte cose… Infatti l’arte, come specchio del tempo, riflette le idee, il costume, le colpe della propria epoca. Eppure va oltre e ci parla di noi.Pensiamo a tutti i poeti – e le poetesse, sempre poco citate – che studiamo a scuola: nelle loro parole, pur con le tracce della cultura sessista del passato – riconosciamo noi stessi, alle prese con i medesimi problemi. Leopardi, ad esempio, dal rifiuto dell’affascinante Fanny, ha tratto ispirazione per scrivere cinque meravigliose poesie d’amore. Certo, poi le ha denominate Ciclo d’Aspasia, la celebre concubina di Pericle, con un riferimento colto ma poco elegante alla nobildonna che lo aveva rifiutato… Possiamo perdonare la piccola vendetta privata di Leopardi, se pensiamo che oggi, al tempo dei social, piuttosto che attraverso cinque poesie immortali, la frustrazione potrebbe trovare sfogo (come spesso accade) con insulti triviali su Instagram, indirizzati alla povera malcapitata che osi respingere o lasciare un innamorato. E questo nel migliore dei casi.Del resto non c’è stato un momento della nostra storia in cui il sessismo non abbia caratterizzato la nostra cultura. Anche la letteratura ci dà la misura di quanto sia radicato: moltissimi romanzi, ormai classici, raccontano storie di protervia degli uomini, di vessazioni e abusi ai danni delle donne.Quindi se questa cultura sessista c’è sempre stata, qual è la differenza, cosa sta succedendo oggi, perché così tanti uomini reagiscono violentemente quando vengono respinti? Cosa è cambiato rispetto al tempo in cui gli scrittori sfogavano nei romanzi o nelle poesie dolore e disappunto?Forse…

Premiazione concorso ITEA

Premiazione concorso ITEA

Sono tre le copertine, tra quelle realizzate dagli studenti del Liceo artistico Depero, dall’Istituto Sacro Cuore e degli Artigianelli, individuate come vincitrici del concorso Scuole in copertina, ideato da Itea, in collaborazione con gli assessorati provinciali alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia e all’istruzione, università e cultura, per celebrare il suo centenario. L’iniziativa ha visto il coinvolgimento delle classi 3^, 4^ e 5^ dei tre istituti superiori con indirizzo arte, grafica e design, chiamate a immaginare e poi raffigurare nella prima di copertina del n. 100 di Edilizia Abitativa, la rivista di Itea Spa, i 100 anni dell’Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa. Ieri, 6 dicembre, nel corso della cerimonia di premiazione, che si è tenuta presso la sede dell’APPM, dove sono stati esposti tutti i lavori realizzati dai ragazzi, sono stati proclamati i tre vincitori del concorso. La nostra studentessa Olga Zeni della 3^A indirizzo Grafica, si è aggiudicata il secondo posto  con il suo elaborato “Il territorio è casa”.  Complimenti agli studenti delle classi partecipanti (3A, 3B e 4C) e ai loro insegnanti!  Discipline Grafiche: Manuela Salvi, Maurizio Cesarini,  Fotografia: Ilaria Piazza, Type: Marina Candioli

Cammino di San Rocco

Cammino di San Rocco

Cammino di San Rocco Il Cammino di San Rocco è un percorso di 85 chilometri che in cinque giorni attraverserà i territori di Mori, della Val di Gresta e dell’altopiano Brentonico alla scoperta di meraviglie culturali e paesaggistiche e dei capitelli sparsi sul territorio dedicati a San Rocco, protettore dalle epidemie, dei pellegrini e dei volontari. È un’ iniziativa di valorizzazione del territorio che porterà la comunità a riscoprirsi e raccontarsi sia ai suoi abitanti che ai camminatori. Il Progetto, Cammino di San Rocco, proposto da un gruppo di cittadini e cittadine e associazioni, che da vari mesi stanno lavorando assieme per la costruzione di un progetto comune, accompagnati dal Progetto GenerAzioni GenerAttive – GenGen, progetto che punta al rafforzamento della comunità e alla valorizzazione del territorio. Le ragazze della classe 3A indirizzo grafica del liceo Depero hanno ideato e progettato una parte dell’identità visiva del “Cammino di San Rocco”. Sono stati creati i seguenti artefatti grafici: progettazione visiva di 10 icone per i timbri del cammino progettazione visiva di una mappa del Cammino di San Rocco, per promuovere il progetto L’ identità visiva del “ cammino di San Rocco”, nella prima parte, si è risolta con l’ideazione dei dieci timbri credenziali. Ciascuna studentessa ha sviluppato la propria idea di segno/timbro, in un secondo step sono state individuate tre proposte. La classe si è suddivisa in tre gruppi. Chi si è occupato dello sviluppo del segno grafico, chi del lettering e chi di curare la presentazione del progetto. Un continuo confronto tra studentesse e docenti coinvolti, sperimentando tecniche e ricerche di approfondimento. I progetti hanno trovato la sguardo del “committente” che ha scelto il progetto con il segno grafico di Viola Perenzoni. Lo sviluppo definitivo del progetto è avvenuto in team dove ogni studentessa ha realizzato uno dei timbri. Viola Perenzoni / Nicol Cosenza / Sara Medkouri / Martina Mazzetto / Asia Angelini / Giada Coatti / Nicole Galvagni / Michela Giacomazzi / Cheyenne Diaz Darigo La seconda parte del progetto costituita dall’ideazione/illustrazione della mappa del cammino è in fase di completamento. Sono state individuate tre idee di mappa che si declineranno in una tovaglietta da ristorazione e in locandine. docente referente: Maria Eletta Baroni (discipline grafiche) docenti coinvolti: Marina Candioli (laboratorio Type) classi coinvolte: III A Indirizzo grafica

Le Dolomiti e il tempo

Le Dolomiti e il tempo

Le dolomiti e il tempo Quaderno di Scienze per la scuola elementare La classe 5A indirizzo grafica del Liceo F.Depero di Rovereto, coordinata dalla prof.ssa Manuela Salvi, ha realizzato il quaderno “Le Dolomiti e il tempo”, una produzione editoriale rivolta agli alunni di scuola primaria. Il quaderno è caratterizzato da illustrazioni scientifiche e creative, inerenti le trasformazioni morfologiche, climatiche e cromatiche delle Dolomiti, in un contesto di Alternanza Scuola Lavoro volto a sviluppare le competenze pluridisciplinari. In particolar modo, il prodotto evidenzia come la scienza e il fare artistico siano connessi e servano per comprendere fenomeni, ma anche per cercare soluzioni e spiegare, attraverso vari ambiti e con linguaggi non convenzionali, il perché delle cose. Si può spiegare la bellezza? Si può insegnare la bellezza? Se sappiamo osservare, possiamo stupirci. La classe, accompagnata dai due esperti del Muse dott.re Massimo Bernardi e dott.re Osvaldo Negra, si è avvicinata all’argomento seguendo lezioni di approfondimento degli aspetti scientifici sulla formazione delle Dolomiti. E’ seguita una documentazione e ricerca scritta e iconografica, con l’analisi di alcune illustrazioni scientifiche e sistemi di reinterpretazione grafica dei dati con catalogazione e descrizione dei fenomeni adatta al target di riferimento. Dall’analisi e riproduzione grafica, si è passati all’interpretazione più adeguata sperimentando varie tecniche grafico/pittoriche, digitali o a stampa, per trovare il linguaggio visivo più consono. Gli studenti così hanno avuto modo di avvicinarsi al compito specifico del grafico: cioè analizzare dei dati e veicolare le informazioni attraverso una comunicazione efficace che raggiunga il destinatario del messaggio. La comunicazione ha utilizzato anche schemi grafici, icone, elementi in sintesi, timeline, ecc. per sottolineare alcuni dati in modo sintetico e diretto definendo il prodotto editoriale. Il processo creativo si è avvalso di un team di lavoro, “work in progress”, con step dedicati alla collaborazione e al confronto fra insegnanti ed alunni. Si è arrivati al prodotto editoriale finito mediante il “problem solving”: cioè l’insegnamento di un iter progettuale e di un flusso di lavoro adeguato, anche in modalità Clil nella produzione delle schede didattiche allegate al quaderno. Sul sito del MUSE sezione impara è possibile scaricare gratuitamente il Quaderno e le schede didattiche: sul sito MUSE- sezione Impara, lo trovi qui  il collegamento alla pagina specifica sia dal “rettangolo” delle news che dal box. Questa la pagina specifica  con il link al quaderno. Precedente Successivo Gli studenti hanno imparato a creare rispettando i vincoli attraverso una interpretazione oggettiva, a lavorare in team con un approccio critico, a saper esporre e sostenere il proprio progetto in maniera adeguata e a verificarne l’efficacia. dal sito MUSE: Il Liceo Artistico “F.Depero” di Rovereto presenta il Quaderno “Le Dolomiti e il tempo”, realizzato negli anni scolastici 2019-20 e 2020-21, dalla classe 5A indirizzo Grafica. Il progetto, che si sviluppa nell’ambito dell’illustrazione scientifica, è stato coordinato dalla prof.ssa Manuela Salvi in collaborazione con il dott. Massimo Bernardi e il dott. Osvaldo Negra del MUSE. Il Quaderno, comprensivo anche di schede didattiche da completare e colorare, è rivolto alla scuola primaria e disponibile gratuitamente. Referente del progetto: Manuela Salvi Team: Scienze: Marco Forte Type design: Marina Candioli Fotografia: Ilaria Piazza Inglese: Clelia Frizzi Dirigente scolastico: Daniela Simoncelli Illustrazioni alunni classe 5A indirizzo Grafica Angeli Isabel, Battisti Leonardo, Campostrini Ginevra, Galas Damiano, Gardin Alice Linda, Gazzini Stefano, Giovanazzi Antonio, Manfredi Alice, Marzadro Elisa, Palanti Alessia, Peroni Sofia, Rigotti Asia, Santacatterina Emily, Santini Zeno Biagio, Vicentini Gabriele, Zampedri Aurora, Zardi Elena Ringraziamenti: MUSE Dott.re Massimo Bernardi Dott.re Osvaldo Negra

Troyes, concorso internazionale

Troyes, concorso internazionale

Studenti del Depero premiati a Troyes per un concorso internazionale di arti visive patrocinato dall’UNESCO L’Italia si è fatta onore in Francia, anche grazie all’abilità degli studenti del Liceo artistico F. Depero di Rovereto, presso il Centro per l’UNESCO Louis François a Troyes, dove sono stati selezionati e premiati i migliori lavori artistici realizzati da bambini e ragazzi di ben 150 paesi del mondo per il prestigioso concorso internazionale di arti visive 2020/2021 “Graine d’artiste-Città di Troyes”, patrocinato dall’UNESCO. A causa della pandemia, i cento vincitori dell’ultima edizione sono stati decretati solo nel novembre 2021, e pochi giorni fa è arrivata al Liceo Depero la splendida notizia che tra loro c’è anche la nostra studentessa Claudia Gaio, frequentante la classe 2^C, posizionatasi al settimo posto per la creazione di un’opera con l’utilizzo di tecniche grafiche. Al concorso hanno partecipato numere classi del biennio, sotto la guida degli insegnanti di Discipline Pittoriche Marco Tita (1^B e 1^D), Maria Menguzzato (1^A, 1^B), Deborah Lot (1^C,1^D,2^C), Tiziana Pretto (1^A 1^C). Sono state riservate, inoltre, due menzioni speciali per gli studenti Riccardo Zorzi della classe 2^D ed Erika Semerano della 2^A. Claudia ha ricevuto una prestigiosa medaglia ed il diploma d’onore, mentre tutti i partecipanti, divisi in categorie, saranno registrati nel fondo artistico della biblioteca d’arte a Troyes.  Non è la prima volta che il liceo Depero ottiene riconoscimenti in questo concorso: già nell’anno scolastico 2017-2018 una nostra ex studentessa aveva ottenuto il terzo posto ed altri 12 erano stati selezionati tra i primi 100. Quest’anno il concorso verteva attorno al tema “Il viaggio: sogno o incubo” ed era rivolto a bambini e ragazzi dai 3 ai 25 anni di tutto il mondo per promuovere la pratica artistica tra i bambini e i giovani, con l’obiettivo di riunirli attorno a un’azione internazionale comune. La missione del Centro Louis François, infatti, è di coinvolgere le giovani generazioni a costruire una memoria dell’umanità e si impegna a mantenere tutte le creazioni artistiche partecipanti all’interno del suo artothèque “Mémoires” del futuro. Con questo concorso, dal 1994 sono state raccolte più di 114.000 creazioni artistiche provenienti da 150 paesi: un vero patrimonio artistico di bambini e giovani, ricco di creatività e immaginazione. L’opera realizzata da Claudia Gaio _ 2C 2021/22

Lo sCentrato

Lo sCentrato

Lo sCENTRATO – voci dal quartiere, è un progetto promosso da un gruppo informale di giovani insieme a: “Tavolo di quartiere Centro” e “ATAS onlus” con il sostegno di roveretogiovani.it. Lo sCentrato è un progetto nato da poco che coinvolge tutti i cittadini che frequentano la città di Rovereto. In particolare, il nostro liceo delle Arti vuole dare il proprio contributo a questa realtà tramite le capacità tecniche e creative degli studenti in ambito artistico e comunicativo. Nella seconda edizione della rivista, compaiono già i primi “deperiani” che hanno aderito al progetto, contribuendo con alcune foto che rispecchiano la loro visione di “studente in centro”. Per partecipare è fondamentale una sola cosa, voglia di condividere! Può un semplice foglio di carta unire tante persone? Lo sCentrato, voci dal quartiere, crede che questo sia possibile! Da qui è nata l’idea di dare vita ad un piccolo giornalino  che funga da strumento di coesione sociale per unire persone attraverso storie e racconti, illustrazioni  e fotografie…. se hai una storia da raccontare o vuoi scoprire come funziona una redazione Lo sCENTRATO è il posto giusto per te!   Hai un’idea che ti frulla in testa?!  Raccontacela e ti aiuteremo a trasformarla in un progetto!  Scopri di più sul piano giovani di Rovereto sul sito http://roveretogiovani.it/

Tour Mondiale GWA di Wing Foil

Tour Mondiale GWA di Wing Foil

Tutoraggio sportivo Il Progetto nasce dalla volontà di promuovere azioni di sostegno a favore degli studenti che praticano attività sportiva a carattere agonistico con risultati di eccellenza. La finalità perseguita è di riconoscere, all’interno dei normali percorsi scolastici, l’impegno nell’attività sportiva, assicurando forme di supporto destinate a facilitare il successo educativo, tanto in ambito scolastico quanto nell’attività agonistica. In tal senso la Giunta Provinciale dispone annualmente, all’interno della Delibera di costituzione degli organici, che nelle scuole secondarie di 2° grado ove siano presenti studenti impegnati in via continuativa in competizioni sportive di rilievo nazionale e internazionale, possa essere prevista la figura dell’insegnante tutor con il compito di coniugare la carriera scolastica dello studente con quella sportiva. Agli studenti ammessi a questo progetto verrà inoltre riconosciuto, a discrezione del Consiglio di classe e degli Istituti di appartenenza, un monte ore nell’ambito del percorso di alternanza scuola/lavoro. (vivoscuola) Il tutor sportivo del Liceo Depero è il professor Matteo Lazzizzera Tour Mondiale GWA di Wing Foil REPORT DEL NOSTRO STUDENTE E AGONISTA RICCARDO ZORZI DELLA COMPETIZIONE SVOLTASI A TARIFA Buonasera amici, sono Riccardo e vi scrivo da Barcellona, città pazzesca che ho voluto visitare.Sto rientrando da Tarifa dove ho disputato la tappa conclusiva del tour Mondiale GWA di Wing Foil.Volevo condividere con voi il ricordo di questo fantastico evento. Sono partito il 21 dicembre con tutta la mia famiglia per arrivare qualche giorno prima dell’inizio dell’evento così da potermi allenare ed ambientare alle condizioni del mare e dello spot.Sfortuna vuole che le condizioni meteo siano state pessime: tre giorni con poco vento e tanta pioggia, quindi l’allenamento è stato ridotto e le condizioni davvero brutte.In acqua c’erano già alcuni atleti francesi che si stavano allenando, tra cui Malo Guenole che eseguiva già dei Tricks pazzeschi con poco vento e sulle onde. Non nascondo la mia preoccupazione di dovermi confrontare con lui in gara perché mi sentivo decisamente inferiore.La sua manovra preferita era il BackFlip, una capriola avvitata all’indietro… praticamente il mio incubo! Sono mesi che mi esercito ma non sono ancora riuscito ad eseguirla correttamente. Il primo giorno di gara i giudici iniziano con i sorteggi ed esce fuori che avrei dovuto confrontarmi con Stefan Spissberger, un atleta dalla carriera invidiabile in freestyle kite e che da qualche anno sta facendo wingfoil con buoni risultati. Con una bella dose di adrenalina e tensione ho iniziato la mia Heat contro di lui, un testa a testa ad ogni salto. Devo dire che l’ansia di perdere ed andare subito contro Balz Múller, il più forte atleta degli ultimi 10 anni, si faceva sentire. Riesco a superare Stefan per pochissimi centesimi di punto e all’uscita dall’acqua ho guardato mio padre che aveva il punteggio dei giudici tra le mani. Quando ho visto il pollice alzato ho fatto un sospiro liberatorio pazzesco! 😅 Sono passato io per soli 0.27 cent di punto! (17.13 – 16.89 )La prima giornata si conclude con questa vittoria, quindi ho potuto riposare ed aspettare il giorno successivo: mi sarei confrontato con un atleta locale da non sottovalutare.  Il secondo giorno passo facilmente il turno con S.Carentz (@sam_carentz), un atleta del posto che conosce bene lo spot. Unico problema è il francese Malo che aveva passato tutti i turni e che, come temevo, avrei trovato al Round 4; questo pensiero non mi ha fatto dormito tanto sereno. 😃Il mattino seguente con un po’ di agitazione mi sono preparato presto e sistemato tutta la mia attrezzatura per primo in spiaggia. Anche Malo ha avuto la mia stessa idea , entrambi evitiamo di incrociare gli sguardi.Per tutta la mattinata siamo rimasti in attesa del vento che però ha deciso di prendersi un giorno di pausa quindi il comitato di gara ha deciso di farci fare un Expession nelle Onde di Tarifa.La gara consiste nell’essere trainati dalle moto d’acqua e riuscire a surfare le fantastiche onde dell’Oceano Atlantico. In molti sono rimasti sul bagnasciuga , timorosi di affrontare la forza del mare. Non potevo perdere questa occasione e, nonostante la mia inesperienza, sono riuscito a raggiungere la moto d’acqua e realizzare il sogno di sentirmi leggero sulla cresta dell’onda .Gli atleti francesi hanno dato spettacolo e proprio Malo ha lasciato il pubblico a bocca aperta grazie ai sui backflip e alle carvate eleganti su onde veramente grandi. Nel quarto e ultimo giorno di gara, il vento soffiava intenso già dalle prime ore dell’alba e tutto era ancora da decidere, soprattutto le gare race.I giudici hanno dato il primo start alle 8 quando ancora il sole non era alto nel cielo. Non c’era tempo da perdere e gli atleti si esibiscono uno dietro l’altro dando spettacolo, sostenuti dall’applauso del pubblico.Il momento era arrivato, dovevo rimanere concentrato perché sapevo che il confronto con Malo avrebbe condizionato tutto il resto della giornata.Un testa a testa fino all’ultimo secondo, i giudici non hanno pubblicato i risultati così nessuno in spiaggia poteva suggerirmi se servisse spingere ancora di più. Gli otto minuti di sfida sembravano infiniti ed entrambi eravamo in ansia. Ho superato il mio temuto avversario con ben 2,15 punti di distacco. Ora dovevo solo rimanere lucido, pensare alla giusta strategia da adottare per migliorare i miei salti così da ottenere il punteggio più alto.Con Gregorio Pugliese, un atleta italiano di cui conoscevo il repertorio di manovre, non ho voluto rischiare; dovevo solo passare la heat con salti semplici ma perfetti.Sono arrivato in semifinale e i giochi ora si facevano veramente difficili. Ad aspettarmi c’era Julienne Salmon , tedesco che aveva battuto il grande Francesco Capuzzo e di cui sapevo ben poco.Una volta in acqua ho eseguito un front side 360 quasi perfetto che mi ha dato una grande carica; Salmon continuava a crashere ed io invece cercavo di essere impeccabile.Ho concluso la heat con più di 5 punti di vantaggio, il podio era garantito! Ero già felice del mio risultato, avrei disputato la finale con un colosso come Balz Muller .Sono entrato in acqua molto rilassato perché, comunque fosse andata, ero soddisfatto delle mie performance. Proprio questo mi ha liberato dalla tensione ed ho iniziato a saltare…

Scegli da che parte stare

Scegli da che parte stare

Dalla Sicilia al cuore dell’Europa: “Scegli da che parte stare”. Un percorso di Educazione civica con due docenti d’eccezione al Liceo Depero “Scegli da che parte stare” è il titolo perentorio di un progetto di educazione civica rivolto alle classi terze e quarte del Liceo artistico F. Depero di Rovereto, sui temi del diritto alla cittadinanza e dell’arte come strumento di sensibilizzazione rispetto ad esso. Il primo appuntamento ha avuto luogo mercoledì 14 aprile con il prof. Vincenzo Antonelli, docente di diritto amministrativo presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, già lo scorso anno intervenuto tempestivamente in una videoconferenza per il Depero sul tema della “Libertà in emergenza”, toccando quindi un problema in quel momento particolarmente sentito dai ragazzi.  Antonelli, con la passione e l’efficacia comunicativa che lo contraddistinguono, ha fornito un approccio giuridico al problema delle migrazioni, per “guardare il mondo con la lente del diritto”. Il giurista è partito dal suo vissuto, con il toccante racconto di alcuni eventi degli anni ‘90, dai misteriosi indumenti (che si seppero poi abbandonati dai migranti appena approdati a terra), ritrovati dal padre sotto gli alberi di limoni e mandorle, nei pressi di Avola, all’impegno di Don Carlo D’Antoni nella baraccopoli di Cassibile, fino al naufragio di Capo Passero del Natale del 1996, il primo di una lunga serie e il primo caso a sollevare le coscienze e ad aprire il dibattito pubblico sul problema delle migrazioni nel nostro Paese. Perché ancora oggi, tra chi intraprende la traversata per fuggire da guerra, fame, povertà, mancanza di libertà, sopravvivono solo i più forti: gli altri “se li mangia il deserto”, “se li prende in mare”, spiega Antonelli, arrivando così a chiarire il titolo del progetto. “Scegli da che parte stare” vuol dire poter scegliere dove vivere con il riconoscimento dei pieni diritti, perché questo è, almeno in origine, il concetto di cittadinanza: “il diritto ad avere diritti”. Nella storia, continua Antonelli, possiamo trovare molti esempi che dimostrano come negare la cittadinanza significhi trasformare le persone in numeri, senza diritti e identità, arrivando così al paradosso di “usare la cittadinanza per discriminare”. Risulta chiaro il riferimento ad Hannah Arendt, che ne “Le origini del totalitarismo” sancì che “il diritto ad avere diritti, o il diritto di ogni individuo ad appartenere all’umanità, dovrebbe essere garantito dall’umanità stessa”. Si tratta in definitiva, conclude Antonelli, di “una cittadinanza universale, che superi i confini degli stati nazionali a cui oggi è ancora ancorata la cittadinanza legale ed abbracci l’insieme dei diritti costituenti il patrimonio di ogni persona, indipendentemente dalla sua provenienza, l’insieme di quei diritti umani che garantiscono la dignità di ogni persona”. In sostanza, “la via per la cittadinanza è la via per i diritti umani”.  Elia Li Gioi, Avola (SR) Elia Li Gioi, Museo dei migranti, Bruxelles Il secondo incontro ha avuto luogo lunedì 19 aprile con l’artista e docente di Storia dell’arte Elia Li Gioi e la dott.ssa Loredana Marchi, direttrice del Museo dei Migranti di Bruxelles, dove sono esposte alcune delle opere più importanti di Li Gioi. La peculiarità delle sue sculture consiste proprio nel riuso dei rottami delle imbarcazioni che trasportarono i migranti verso le coste siciliane. Ed è proprio la Sicilia la terra d’origine di Antonelli e Li Gioi i quali, nella loro vita e nella loro carriera, hanno fatto tesoro con impegno civico ed umanità di quanto sperimentato e visto con i propri occhi negli anni della loro infanzia e adolescenza, quando assistettero ai primi sbarchi e alle prime tragedie che, ormai, sono diventate tristemente frequenti. Li Gioi, con le sue opere che vogliono “smuovere le coscienze” rispetto ai drammi che animano anche il nostro presente, ha parlato ai ragazzi del suo percorso umano ed artistico, sottolineando l’importanza di umanizzare gli spazi ed i tempi dell’arte, della politica, di ogni manifestazione del vivere. E qui entra in campo anche la seconda accezione del titolo del progetto: perché quello “scegli da che parte stare” è anche un richiamo alle nostre coscienze, è un invito a non restare indifferenti, a non macchiarsi di ignavia, a prendere una posizione. Come ha fatto Li Gioi, da sempre impegnato a favore dell’inclusione sociale e della promozione della cultura e della solidarietà, tanto che è stato nominato Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sergio Mattarella nel 2019, mentre il neonato Museo dei migranti di Bruxelles ha allestito un’intera ala sul tema della migrazione dei popoli nel Mediterraneo, raccontata attraverso le sue tele e soprattutto i suoi “assemblage” polimaterici, realizzati a partire dai legni e pezzi di metallo dei barconi con cui i migranti sono approdati, o hanno tentato di approdare, sulle coste siciliane.  In collegamento da Bruxelles, la direttrice italiana del nuovo Museo, la dott.ssa Loredana Marchi, ha condiviso con gli studenti del Depero la sua esperienza di insegnante della lingua madre per i figli degli immigrati italiani in Belgio, grazie alla quale si è avvicinata al mondo del volontariato per l’integrazione culturale dei migranti – non solo italiani – attraverso l’associazione Foyer ed ora con l’istituzione del Museo dei migranti che, come dice Li Gioi, è una sorta di monito nel cuore dell’Europa affinché non si dimentichi o, peggio, si neghi un giorno la tragedia dei migranti in atto nel nostro tempo. D’altra parte anche le sue opere d’arte vogliono essere testimoni, sono dei totem che “raccolgono la storia dei popoli, segni del nostro tempo”. La direttrice del Museo insiste con i ragazzi sull’importanza di scegliere da che parte stare rispetto al drammatico problema delle migrazioni, che coinvolgono anche tanti loro coetanei in cerca di libertà ed opportunità.  Gli studenti hanno seguito con grande attenzione e partecipazione ed hanno posto molte domande soprattutto di tipo artistico. Ad affascinarli sono stati la tecnica dell’assemblaggio e lo stesso processo creativo che rianima, con una nuova vita e un nuovo significato, materiali destinati allo smaltimento. L’artista ha risposto ai quesiti sostenendo che quei “rifiuti speciali”, provenienti dai relitti dei barconi, lo hanno chiamato con la forza delle speranze, delle sofferenze e…

Il set

Il set

Il set è divisione dei compiti, collaborazione, responsabilità ma anche sorpresa e divertimento. Noi del Depero lo sappiamo bene. Fin dal terzo anno si sperimenta il lavoro sul set, imparando la serrata divisione dei reparti e al contempo l’interdipendenza di ogni singolo elemento. Se fallisce uno falliscono tutti. Quando invece la sinergia si compie è quasi magia. Dalla fusione della creatività e la tecnica dei presenti nasce qualcosa di nuovo e inaspettato, nonostante l’attenta pianificazione. E’ la nascita di un film, che verrà “cresciuto” dai responsabili della postproduzione e si trasformerà di qualcosa d’altro ancora. Se tutto va bene avremo una nuova creatura simile a ciò che prima di mettere piede sul set ci eravamo immaginati ma allo stesso tempo sorprendentemente nuova. Ma vediamo chi sono i protagonisti sul set. Innanzitutto abbiamo un condottiero, il regista, sul quale ricade la responsabilità finale del progetto. Lui è a comando di tutti i reparti, la sua parola è legge, sempre che non debba far capo ad un produttore. Il set, infatti, è per forza di cose gerarchico. Ci vuole ordine e controllo. A differenza di altre arti dove l’artista solitario partorisce la sua opera liberamente, coi suoi tempi, su un set cinematografico è necessaria una pianificazione attenta e precisa, un ordine assoluto volto al risparmio di tempo e denaro per la massima resa con il minor sforzo economico possibile. Nel caso di una produzione più grande e strutturata il regista avrà degli assistenti, la squadra di regia, composta da aiutoregista e assistenti alla regia. Che cosa fanno i suoi assistenti? Lo aiutano ad organizzare le giornate di shooting per esempio, stabilendo orari, tempi, facendo arrivare ogni persona all’ora giusta e di conseguenza risparmiando tempo e soldi a tutti. Sotto al regista ci sono i capi reparto. Il direttore della fotografia è al comando di tutti coloro che si occupano di luce e macchina da presa. Operatori di ripresa, assistenti, elettricisti e macchinisti fanno tutti capo a lui, il direttore (per l’appunto) della fotografia, che a sua volta fa capo all’insindacabile volontà del regista. Gli elettricisti si occupano di alimentare e posizionare tutte le luci e i modificatori richiesti dal DOP. I macchinisti sono, potremmo dire gli ingegneri, sul set. Un po’ architetti, un po’ operai, un po’ ingegneri costruiscono carrelli, rig e macchinari a doc per realizzare i movimenti di macchina immaginati dal regista. Altro capo reparto è il fonico, che gestisce il delicato aspetto dell’audio in presa diretta. Normalmente porta con sé un fidato scudiero, il microfonista (o boom operator). Insieme al regista prima e con la creatività di sound designer e compositori dopo, il fonico concepisce la dimensione sonora del film. Il suono costituisce il 50% del film, direbbero in molti registi. C’è poi tutta la messa in scena. In un set strutturato avremo uno scenografo che si occupa del design degli ambienti in cui si muovono gli attori, pilastro della narrazione filmica. Un altro reparto si occupa di rendere ancora più espressivi e esteticamente appropriati alla narrazione gli attori vestendoli, truccandoli e pettinandoli per la scena. Avremo quindi costumisti, truccatori e parrucchieri. E come si suol dire “gli ultimi saranno i primi”. Possiamo avere anche un testo di Shakespeare ma senza buoni attori ad interpretare il testo non avremo un buon film. Pilastro portante della narrazione filmica è l’attore, ovvero colui che da voce ai testi dello sceneggiatore. Se fallisce lui falliscono tutti. Si potrebbe andare avanti, con segretario d’edizione, clapper, operatori specializzati come lo steadycam operator (reparto fotografia), stuntmen, vfx supervisor, DIT e chi più ne ha più ne metta. Il set è un mondo in costante espansione che varia nell’organizzazione e dimensioni a seconda del progetto. Alcune produzioni hollywoodiane possono avere set con centinaia di persone (vedi i colossal). Al liceo F.Depero abbiamo laboratori con 10-12 persone perciò ci limitiamo normalmente all’essenziale: regista, direttore della fotografia, operatore, fonico e attori. Ciò che importa è apprendere l’importanza della creazione sinergica che è alla base di ogni buon prodotto audiovisivo. Jordi Penner insegnante dell’indirizzo Audiovisivi

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